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Il presente è politico

13/11/2022

Quando parlo o scrivo di politica ho sempre ben chiari due significati distinti della parola “politica”. Il primo:

Il complesso delle attività che si riferiscono alla ‘vita pubblica’ e agli ‘affari pubblici’ di una determinata comunità di uomini. Il termine deriva dal greco pòlis… [Enciclopedia Treccani]

Il secondo si rifà invece a una definizione più ampia della categoria del politico come ciò che concerne le strutture e le forme in cui il potere si articola all’interno di una società [una definizione simile la dà Lorenzo Bernini nella sua introduzione alle teorie queer].

Da un lato quindi, la cosa pubblica, e dall’altro il potere, come protagonisti della riflessione politica. Ma c’è anche un terzo elemento onnipresente: il futuro.

Le reazioni che spesso ottengo quando parlo esplicitamente di “politico” in ambienti informali vanno dalla diffidenza alla ritrosia, al disinteresse. Le persone mettono una distanza da me e dalla parola “politica”. C’è un sottostrato culturale che connota questo termine e ci chiede di estraniarci dalla politica. La cronaca politica e la politica reale sono tutto sommato poco edificanti, non ci rappresentano, ci comunicano che i nostri bisogni non sono abbastanza urgenti e la nostra comprensione non abbastanza profonda per prendere parte al discorso.

In realtà, la politica è fondamentale nelle nostre vite perché, soprattutto in questo momento storico, decide il nostro futuro. Ci restituisce gli strumenti per scegliere in che società vorremmo vivere e per cominciare a disegnarla a partire dal presente. É come un ponte tra la nostra agentività di oggi e la nostra vita di domani. La politica è chiedersi che forma vogliamo che abbia il futuro.

Oggi per noi è particolarmente difficile farlo perché viviamo ancora immersȝ in quello che Mark Fisher chiama “realismo capitalista”, e cioè la sottile ma salda convinzione che il mondo non può essere in altro modo: accada quel che accada, il mondo del futuro non può essere altro che capitalista, poiché l’unica alternativa concreta, cioè il socialismo reale, ha fallito.

Al tempo stesso però stiamo vivendo un importante momento di rottura del realismo capitalista. Il cambiamento climatico ce la sta fornendo. Il mondo non può continuare a essere dominato dal capitalismo se vogliamo che la nostra specie sopravviva (e molto altro). La logica di sfruttamento e accumulazione che ha portato al cambiamento climatico nasce in seno al capitalismo, e oggi deve necessariamente cambiare.

Il presente è politico in ogni forma: nel modo in cui usiamo i nostri soldi e il nostro tempo, in come ci organizziamo e ci relazioniamo, in come abitiamo lo spazio pubblico. Ci parla dei rapporti di potere a cui partecipiamo. Ed è importante chiedersi quali sono, e soprattutto chiedersi se ci sta bene che rimangano gli stessi anche nel futuro.

Qui trovi alcuni interrogativi sul futuro: una serie di note in cui provo a raccontarti alcuni aspetti della vita quotidiana mettendo al centro il loro contenuto politico.
Il presente è politico

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