Quali sono i principi di una Comunicazione Sostenibile e come la tua attività può farli propri
Da dove nasce
Vorrei partire da un problema comune a tutti i business, dalle startup ai professionisti e professioniste, dai freelance alle PMI con una tradizione familiare. Hai aperto la tua attività perché sei bravo in quello che fai. Cucini, organizzi eventi, offri servizi professionali, produci qualcosa di valore. Sai fare il tuo mestiere.
Poi arriva il momento in cui ti rendi conto che non basta essere bravi: devi anche comunicarlo. I tuoi potenziali clienti non ti conoscono oppure non sono consapevoli del valore aggiunto che porti. Ti serve un sito web, dei canali social, una presenza sulle mappe e sulle piattaforma di settore, forse anche della pubblicità. La lista delle attività si allunga ma il tempo a disposizione non aumenta.
Inizi a pubblicare qualcosa su Instagram, apri una pagina Facebook. Magari ti affidi a un’agenzia che ti promette risultati, e per un po’ funziona, i numeri crescono, arrivano like e qualche contatto. Ma alla fine dell’anno ti accorgi che i costi sono imponenti, devi rinnovare il contratto con l’agenzia perché senza un supporto professionale il castello crolla. In altre parole, ti ritrovi a dipendere da qualcuno per una cosa che non capisci fino in fondo.
Oppure, scenario alternativo: hai già una persona in azienda che si occupa di comunicazione. Pubblica sui social, gestisce il sito, risponde ai messaggi, sa fare il suo lavoro ma non ha una strategia chiara, integrata nella visione e negli obiettivi aziendali. Alla fine dell’anno siete in crescita, ma è il momento di fare il salto di qualità.
Ho incontrato diverse attività che erano in una di queste due situazioni. La frustrazione si accumula e sembra proprio che la comunicazione sia uno di quei settori della tua attività di cui non riuscirai mai a venire a capo in modo soddisfacente. Investi tempo e risorse senza sapere se stai andando nella direzione giusta. E soprattutto, senza sapere se tutto questo è sostenibile nel lungo periodo.
È per affrontare questo tipo di situazioni che ho iniziato a elaborare e a condividere con le mie clienti quello che abbiamo chiamato “Comunicazione Sostenibile”.
Cosa significa “Comunicazione Sostenibile”
La comunicazione sostenibile è un approccio alla presenza digitale costruito su un principio semplice: rispettare le tue risorse, il tuo tempo e i tuoi obiettivi.
Forse “sostenibilità” ti fa pensare alla questione ambientale. Sì, c’è anche quella, ma non solo. Il problema è più ampio: nell’economia dell’attenzione la comunicazione richiede ampio sforzo e sembra dare risultati sempre più miseri, logora chi la produce e chi la fruisce. Il nostro obiettivo è di provare a riportare la comunicazione a una dimensione umana, coinvolta, sincera.
La comunicazione, per come la vedo io, può essere sostenibile per la tua attività solo se è sostenibile materialmente, economicamente e psicologicamente per la persona che ci si dedica. Per questo ritengo che dovrebbe essere gestita mani in pasta, secondo strategie che puoi mantenere nel tempo, che non ti svuotano il budget e non ti rendono dipendente da consulenze infinite.
Per intenderci: una comunicazione è sostenibile quando la puoi gestire con le risorse che hai davvero a disposizione (lo so, non è bello mettere il naso nel portafogli degli altri, ma credimi, la trasparenza in questo caso paga). Deve produrre risultati durevoli, oltre la singola campagna, “tesaurizza” le tue esperienze e mette in luce i punti di forza che già ci sono. Non deve essere stressante o deprimente, aggiungere “urgenze” e carichi di lavoro inutili, inseguire obiettivi irrealistici o la sensazione di avere successo (che pure è importante, lascia che te lo dica, ma è impossibile da raggiungere se competi su standard che non sono i tuoi). In ultimo, una comunicazione sostenibile integra una visione etica, rispetta quello in cui credi davvero, senza chiederti di tradire i tuoi valori, e al tempo stesso si prende cura dei tuoi interlocutori, del loro tempo e dei loro dati personali.

I pilastri della comunicazione sostenibile
Sostenibilità economica: budget realistici
Quante volte ti hanno proposto strategie che richiedevano budget pubblicitari importanti, sempre crescenti, senza mai dirti: “E quando finiscono i soldi, cosa succede?”
La comunicazione sostenibile parte da dove sei, non da dove l’agenzia vorrebbe che tu fossi. Se hai 300 euro al mese per la comunicazione, costruiamo una strategia che funziona con 300 euro. Se aumenteranno tanto meglio, ma non serve a niente partire con il senso di inadeguatezza e l’idea che ne dovresti investire 2000.
Sostenibilità nel tempo: strategie adatte a durare
Le campagne una tantum funzionano. Porti traffico, generi conversioni, vedi numeri crescere. E poi finisce il budget e tutto si ferma. Sei di nuovo al punto di partenza.
La comunicazione sostenibile punta a costruire asset che lavorano per te nel tempo. Le strategie possono evolversi, possiamo sentire il bisogno di cambiare e rinnovare, ma questa è una scelta che facciamo consapevolmente. Un blog ben posizionato porta traffico anche dopo mesi. Una newsletter con 500 contatti reali è un canale che puoi gestire come vuoi, non dipende dagli algoritmi di Meta. Una community engaged sui social vale più di 10.000 follower comprati.
L’ho sperimentato sulla mia pelle. Un’associazione di volontariato con cui ho collaborato aveva una sola persona preposta alla comunicazione che, naturalmente, aveva anche tre o quattro altri incarichi. I suoi contenuti, per quanto efficaci nel breve periodo, erano davvero poco sostenibili, l’attenzione durava 24 ore e poi bisognava ricominciare da capo. Abbiamo iniziato ad adattare gli stessi contenuti per la pubblicazione anche sul loro blog (guide, interviste, resoconti…). A due anni di distanza quegli articoli portano ancora il 30% dei visitatori al sito e l’addetta alle comunicazioni può permettersi un timing più rilassato.
Sostenibilità operativa: un percorso verso l’autonomia
Questo è uno degli elementi al cuore del mio modo di fare comunicazione sostenibile: ti insegno a pescare, non ti vendo pesce a vita.
Lo so, la comunicazione non è il tuo mestiere. Sei un* professionista che lavora, hai poco tempo, poche energie e non puoi inventare sempre nuove idee per i contenuti. Però è innegabile che sai chi sei e conosci il tuo business meglio di chiunque altro. Anzi di più: ci stai immers* ogni giorno, e proprio da quest’immersione possono nascere dei contenuti autentici e di valore.
Un punto centrale in tutti i pacchetti che offro è darti la possibilità di imparare a integrare la comunicazione nella tua routine lavorativa senza che diventi un secondo impiego. Puoi comunque decidere di affidarmi la gestione dei canali, ma sarà una tua scelta.
La comunicazione sostenibile ti forma, non ti vincola. Per questo sviluppo il tuo sito con WordPress o altri framework semplici ma potenti, ti insegno a gestirlo, ti mostro le opportunità dei principali social, ti spiego cos’è il tono di voce e come costruire un piano editoriale mensile in un pomeriggio, ti spiego quali metriche guardare per capire cosa sta funzionando. Ti affianco e rispondo ai tuoi dubbi e alle tue domande nel modo più chiaro possibile (o almeno lo spero!). Poi decidi tu: continui in autonomia, attivi una supervisione a cadenza fissa, o deleghi la gestione.
Sostenibilità psicologica: rispetto per il tuo tempo
Se sei un piccolo imprenditore o un professionista, il tempo è la tua risorsa più scarsa. Non ne hai da sprecare in riunioni infinite, briefing complicati, revisioni su revisioni. La comunicazione sostenibile ottimizza il tuo tempo, non lo divora.
Non c’è una ricetta fissa che funziona per tutti, ma c’è una ricerca di equilibrio tra brevità, chiarezza e dettaglio, che per me è fatta di:
- Workflow chiari e condivisi
- Documenti a cui puoi fare riferimento in qualsiasi momento
- Strumenti che automatizzano le operazioni ripetitive
- Comprensione delle tue esigenze orarie e lavorative
- Formazione pratica: la teoria è molto interessante ma il più delle volte non ti serve
Etica, trasparenza e rispetto
Comunicazione sostenibile significa anche trattare te e il tuo pubblico con rispetto. Ti meriti di fare un lavoro che non ti prosciughi, mentre i tuoi interlocutori (perché di questo si tratta) meritano una comunicazione che non li tratti da automi indistinti. Quindi niente clickbait e niente promesse sibilline. Invece proviamo a rendere autentica l’esperienza digitale della tua attività.
Per fare questo ricerco la massima trasparenza nel rapporto con te, per capire quali sono i tuoi limiti e le tue potenzialità, sapere quando senti di avere sufficiente tempo a disposizione e quando al contrario ti senti sovraccarica. Da parte mia, la sfida è quella di essere chiaro e sintetico, risparmiare i termini tecnici, rispondere a tutte le tue domande, renderti partecipe dei dubbi e dei problemi che possiamo incontrare.
Dal punto di vista tecnico, un occhio di attenzione va all’accessibilità delle tue comunicazioni (web e social innanzi tutto) e alla tutela dei dati personali e della privacy tua e dei tuoi utenti.
Sostenibilità ambientale: l’impatto digitale esiste
Arriviamo a nominare l’elefante nella stanza di molte delle nostre attività lavorative. Viviamo e lavoriamo in tempi complessi sotto molti punti di vista, tra cui quello che forse mi inquieta di più è l’incedere delle crisi ecologiche che ci circondano. Non ti nascondo che questa preoccupazione permea la mia vita quotidiana e anche il mio lavoro.
Ora, tu e io non abbiamo gli strumenti per cambiare davvero le cose. Ma questo non significa che dobbiamo partecipare in tutto e per tutto a un sistema che estrae e consuma risorse senza conseguenze. Anche il digitale ha un impatto sull’ambiente, ed è bene conoscerlo. I server consumano energia, i dati viaggiano lungo infrastrutture che hanno un costo per il pianeta e per le persone che le rendono possibili.
Come consulente, vorrei trasmetterti l’importanza di questa riflessione. Non ti faccio una lezione, semplicemente credo nel valore di mostrarti che esistono delle alternative e di darti la possibilità di scegliere. Ti proporrò, ad esempio, servizi di hosting green, con server alimentati da energie rinnovabili o raffreddati naturalmente, applicazioni open source che usano codice efficiente, ottimizzazione delle immagini, interruzione dei video in autoplay, animazioni inutili ecc. Nessuna di queste soluzioni risolverà i problemi tra il nostro attuale modo di vivere e il nostro pianeta, perciò scegli liberamente. Mi sta a cuore informarti che esistono.
Come si applica nella pratica
Tutto bello, ma concretamente come funziona una comunicazione sostenibile per una PMI o un professionista come te?
Partiamo da dove sei
Che strumenti hai già? (Sito, social, contenuti esistenti) Quanto tempo puoi dedicare alla comunicazione? (Realisticamente, non idealmente) Qual è il tuo budget? (Quello vero, non quello che io vorrei che tu avessi) Cosa vuoi ottenere? (Obiettivi misurabili: contatti, vendite, visibilità, ma anche il tipo di sensazione che vuoi raggiungere nel tuo lavoro)
Costruiamo una strategia
Lavoriamo tenendo sempre un occhio a quello che ci rende maggiormente efficienti e l’altro a quello che possiamo realisticamente fare. Non saranno 5 piattaforme social, ma quelle che hanno più senso per il tuo pubblico, con una frequenza di pubblicazione che puoi sostenere confortevolmente, preparando i contenuti in sessioni intensive e pianificando le uscite, con azioni mix organico (che dura) e paid (che accelera). Questo è un esempio: ogni strategia è fatta su misura.
Verso l’autonomia
Tutti i miei pacchetti possono includere una parte dedicata alla formazione, un percorso molto pratico in cui ti metto nelle condizioni di capire e rendere il più efficiente possibile il nostro lavoro di comunicazione.
Se sei alle prime armi, inizierò gestendo io i tuoi canali, spiegandoti cosa facciamo e perché. Poi passeremo all’affiancamento, in cui ti supervisionerò a ogni passo e risponderò a ogni domanda. Infine il percorso ti condurrà, se lo desideri, a una gestione autonoma della tua comunicazione digitale. Io resto disponibile per i dubbi e le soluzioni punk.
Misuriamo i risultati
In molt* consulenti ti diranno che esistono due tipi di dati: i risultati concreti “che contano” (contatti generati, traffico qualificato, conversioni) e le “vanity metrics” (follower, like…). Tendenzialmente è vero MA… (attent* perché è un grande MA)
In un’attività faticosa e spesso creativa come la comunicazione, abbiamo bisogno di avere delle gratificazioni. Siamo esseri umani anche quando lavoriamo. Per esempio, la mia passione segreta sono i romanzi di fantascienza, e ho deciso di continuare a parlarne sul mio profilo Instagram anche se non rispettano la mia immagine “professionale” e “impegnata”. La ragione é nel profondo di me: ho voglia di condividere qualcosa che mi appassiona molto e mi arricchisce. Le metriche? Certo, ma nella vita c’è anche altro.
Quindi riassumendo: non sarò io a dirti quali sono i risultati che contano e quelli che non contano. Lo scopriremo insieme, scavando nei tuoi interessi, obiettivi e desideri, e cercando di tradurli in qualcosa che possiamo effettivamente misurare. Non temere, ti sommergerò di numeri e grafici. Ma spesso lo scopo è la visione, non le metriche.
Da dove iniziare
Da un audit onesto, cioè rispondendo a qualche domanda. La tua comunicazione attuale è sostenibile? Puoi mantenerla così per i prossimi due anni senza stress o costi crescenti? Stai ottenendo i risultati che vorresti vedere o almeno andando nella direzione giusta? Hai esattamente la quantità di autonomia che desideri?
Riflettici con calma. Se senti che è il momento di cambiare approccio, contattami e raccontami della tua attività, le cose belle e anche quelle brutte, cosa ti dà soddisfazione e cosa ti stressa inutilmente. Credo che una comunicazione sostenibile non possa che nascere dall’onestà: parte da dove sei, ti porta dove puoi arrivare, e ti lascia gli strumenti per continuare secondo i tuoi desideri. È uno strumento al servizio tuo e del tuo lavoro.
Vuoi rendere più sostenibile il tuo approccio alla comunicazione? Approfitta di una call gratuita.


