A chi è rivolto questo articolo: a chi vuole sperimentare forme diverse di blogging, chi ama il journaling e lo usa come spazio per “autocoltivarsi”, chi padroneggia già alcune skills tecniche come l’utilizzo di bash, i linguaggi HTML/css/json e di markup.
Il giardino digitale (o digital garden)
Se non ne hai sentito parlare: il digital garden è una forma intermedia tra i blog e il microblogging di Twitter o Tumblr. Alla base c’è l’idea che i post non sono come unità indipendenti disperse nel mare magnum delle bacheche social, ma delle annotazioni (in gergo note), dei pezzetti di esperienze e pensieri da conservare e comporre fino a produrre un percorso di scoperta o crescita personale. Ci sono digital garden che parlano di arte, di sviluppo software, di libri, o anche tu tutte le cose insieme.
Sebbene si possa usare praticamente qualsiasi piattaforma per creare un digital garden, è sufficiente provare per rendersi conto dei limiti dei principali CMS (WordPress, Drupal, Ghost…). Altri tool più versatili come Gatsby.js, basato su React, e Jekyll (entrambi gratuiti) vengono usati spesso a questo scopo. Rispetto a WordPress però sono meno intuitivi e non hanno una documentazione facilmente accessibile in italiano.
Per questo ho deciso di spiegarti passo per passo come creare un digital garden con Jekyll.

Installazione
Prerequisiti
Jekyll è un Ruby Gem, per poterlo installare devi avere precedentemente installato quattro pacchetti:
Verifica dei prerequisiti: da riga di comando/terminale controlla le versioni:
ruby -v
gem -v
gcc -v
make -v
Se sono tutti installati e la versione di Ruby è uguale o successiva a 2.4.0, puoi saltare all’installazione di Jekyll. Altrimenti occorre installare o aggiornare i pacchetti.
Windows
Esiste un installer di Ruby, per cui è possibile scegliere la versione. Puoi scegliere la più recente o quella raccomandata, l’importante è che sia successiva alla 2.4.0. Procedi lanciando l’.exe e seguendo l’installazione guidata. Al termine spunta la casella “Run ‘rikd install’…” e finisci. Si aprirà Ruby nel terminale:

Premi invio per installarli, Alla fine di nuovo invio per terminare. Poi puoi passare all’installazione di Jekyll.
Linux (Fedora, Debian, OpenSUSE…)
Per tutte le distribuzioni di Linux al di fuori di Ubuntu il processo è semplice. A questo link trovi i comandi per l’installazione a seconda della distribuzione. Poi installa Jekyll.
Linux (Ubuntu)
Per le distribuzioni di Linux Ubuntu e derivate, è sconsigliato installare i gems come utente root, è bene invece installarle nella home directory del proprio utente e configurare un percorso di installazione diverso. Per farlo occorre settarlo come riportato in questa pagina. Dopodichè passiamo all’installazione di Jekyll.
MacOS
Per installare Ruby su MacOS è necessario usare Homebrew.
/bin/bash -c “$(curl -fsSL https://raw.githubusercontent.com/Homebrew/install/HEAD/install.sh)”
E in seguito installerai Ruby con:
brew install ruby
Se usi un terminale ZSH (chiedi con echo $SHELL) cambia il percorso di installazione con:
echo ‘export PATH=”/usr/local/opt/ruby/bin:$PATH”‘ >> ~/.zshrc
Se invece usi bash:
echo ‘export PATH=”/usr/local/opt/ruby/bin:$PATH”‘ >> ~/.bash_profile
Per installare Jekyll è utile sapere quale versione del sistema operativo hai (barra superiore: Mela > Informazioni su questo Mac).
Installazione di Jekyll
Siamo all’installazione di Jekyll + Bundler. Per Linux e Windows procediamo semplicemente:
gem install jekyll bundler
In MacOS dobbiamo procedere all’installazione globale con sudo e le credenziali dell’utente:
sudo gem install jekyll bundler
Per versioni di MacOS pari o successiva a Mojave 10.14, occorre un secondo passaggio successivo per installare Jekyll nella stessa cartella:
sudo gem install -n /usr/local/bin/ jekyll
E così puoi finalmente cominciare a usare Jekyll in locale.
Templates
Il template non è una componente fondamentale per i giardini digitali, è l’uso che ne facciamo a qualificarli. Da un lato, i gardener che ho visto sembrano prediligere una certa essenzialità, dall’altro sono originali e personalizzano l’esperienza.
Per iniziare puoi usare Simply Jekyll o scegliere un’estetica più moderna tra questi temi e molti altri, gratuiti o a pagamento. Se vuoi iniziare da template semplice pensato per digital gardens, ti consiglio Digital Garden di Maxime Vaillancourt, che ho forcato in Lilium Digital Garden.
Per installare il tema rintraccia la repository del template sul GitHub (qui c’è quella di Lilium).

Scarica il tema nella cartella locale del tuo nuovo sito Jekyll, che in questo caso ho chiamato my-digital-garden, con git installato puoi andare direttamente:
git clone https://github.com/szuliani/lilium-digital-garden-jekyll.git my-digital-garden
entra nella cartella e compila il sito in locale:
cd my-digital-garden
bundle
bundle exec jekyll serve
a localhost:4000 e vedrai il sito creato. Puoi modificarlo da con qualsiasi editor di testo (ti consiglio Atom o VSCodium).
Il file _config.yml contiene una serie di informazioni di base che riguardo il tuo sito. Ogni volta che lo modifichi devi far ripartire il sito in locale con jekyll serve.
Modificare e coltivare
Non andrò nei dettagli di come funziona Jekyll. Sappi che i file nella cartella _posts, quelli che ci interessa implementare, sono scritti in Markdown, un linguaggio di markup con una sintassi molto semplice. Ogni nota che aggiungerai avrà la forma di un foglio di testo all’interno di questa cartella, avrà una sezione iniziale di frontmatter fatta più o meno così:
---
type: post
title: La mia prima nota
date: 2025-12-01
tags: sogni, disegni
---
È estremamente importante che non ometti mai il frontmatter. Per il resto all’interno del post puoi scrivere quello che vuoi, caricare immagini, video, ci sono numerosi plugin che puoi installare e formati da sperimentare.
Pubblicare il giardino digitale
Ci sono due modi principali per fare il deploy e pubblicare online il tuo digital garden.
Il primo è diretto. Il comando jekyll build compila il tuo sito jekyll in un sito statico leggibile da qualsiasi server contenuto nella cartella _site all’interno della cartella locale. Per metterlo online è sufficiente caricare tutto il contenuto della cartella _site sul tuo host di fiducia (avendo cura di modificare prima i parametri url nel file _config.yml. Basta un collegamento FTP per caricare tutto.
Il secondo modo è attraverso un sito git o altri servizi gratis o a pagamento. Qui c’è una lista di deployers di Jekyll tra cui scegliere, ma nessuno di questi ha una documentazione tradotta in italiano. Io ho usto Vercel, che è veloce e gratuito. Avendo già caricato il digital garden (tutto, non solo la cartella _site) su GitHub, serve creare un account su Vercel accedendo con GitHub. Iniziando un nuovo progetto, Vercel ti chiederà quale repository vuoi importare da GitHub e, accanto a quella del tuo digital garden, dovrebbe apparire già il logo di Jekyll.

Al termine dell’installazione consigliata, Vercel “costruirà” il tuo sito e ti fornirà un link per visualizzarlo. Ogni volta che caricherai una nuova nota all’interno della tua repository su GitHub o modificherai un file, Vercel aggiornerà automaticamente il sito nel giro di cinque minuti.
È fatta! Adesso puoi cominciare a scrivere note e a distribuire a tutti il link al tuo digital garden! 🌱
Se hai domande o ti serve supporto per iniziare a coltivare il tuo digital garden, prenota una call!


