Lo zero waste è per i ricchi?

Stamattina sono andatx in un negozio sfuso. Ho comprato 500ml di aceto balsamico e un deodorante da 100ml in vetro a rendere. Ho speso 19 euro.

Lo zero waste è una pratica politica che riguarda il nostro rapporto con il consumo, con la produzione, con le nostre necessità e quelle della collettività di cui facciamo parte e, in ultima istanza, con il capitalismo.

Per questo penso che sia non solo accettabile, ma anche eticamente e politicamente coerente boicottare i negozi che speculano sulla moda del prodotto sfuso (e di solito anche biologico). Capisco che uscire dalla grande distribuzione comporta sempre dei costi superiori, e che parte di questi costi proviene da una considerazione maggiore della sostenibilità umana e non umana. Ma se questa maggiore attenzione si traduce in una totale insostenibilità economica, allora dovremmo accettare che la soluzione dei negozi zero waste è quella sbagliata, e che probabilmente non abbiamo una soluzione di mercato da opporvi.

Detto altrimenti, bello lo zero waste, ma se può essere solo una scelta di consumo che alcun3 si possono permettere, allora non serve a niente.

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